Marco Bassini è laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano. Per oltre vent'anni ha applicato le leggi della termodinamica allo studio della reazione a catena più imprevedibile, volatile e tossica dell'universo conosciuto: la vita in azienda.
Ha attraversato l'intera catena alimentare corporate, sopravvivendo al rigore anglosassone delle multinazionali anglo-americane e olandesi, fino alle vetrine patinate (ma spietate) del luxury & fashion milanese. È passato per tutte le fasi della materia: dalla scrivania in open space del neoassunto speranzoso fino alla stanza dei bottoni, scoprendo che i KPI non salvano l'anima e che il team building in parco avventura è a tutti gli effetti una violazione della Convenzione di Ginevra.
Dopo due decenni passati a tradurre slide in corporatese e a partecipare a riunioni che potevano essere una mail, ha deciso di smettere di fare report e iniziare a scrivere la verità. O almeno la traduzione simultanea di ciò che il capo intende davvero quando dice:
«Dobbiamo fare un deep dive per allineare gli stakeholder sui deliverable del Q3.»
Oggi vive in un luogo segreto, protetto da una fitta cortina di ferro e da un rigoroso blocco delle notifiche di Teams dopo le 18:03.
